Da Senofonte ai contractors

Le guerre dell’Italia tra tardo Medioevo e Rinascimento sono caratterizzate dalla presenza dei condottieri, i comandanti delle compagnie di ventura, gruppi di soldati di professione che offrivano i propri servigi al miglior offerente. Il termine “condottiere” viene da “condotta”, ossia il contratto che la compagnia stipulava con lo Stato.

contractorLa parola contractor viene dunque da lontano. Fino al XVIII secolo i mercenari hanno rappresentato una componente significativa, talvolta dominante, nello svolgimento delle operazioni belliche, dai Diecimila dell’Anabasi all’esercito privato della Compagnia Inglese delle Indie Orientali, un esercito che a fine Settecento era più numeroso di quello britannico, passando per le armate di Annibale, composte largamente di mercenari.
Nelle prime pagine dell’Arte della guerra Machiavelli oppone il soldato-cittadino, parte integrante della comunità per cui si batte, al mercenario, colui che «con la barba e con le bestemmie vuole fare paura agli altri uomini» , guerriero in vendita, per natura infido ed estraneo a tutto ciò che è “civile”. Il fenomeno del mercenariato inizia a declinare proprio con l’istituzione della leva obbligatoria, a partire dalla  Rivoluzione francese, e il rafforzamento dagli Stati nazionali. Quella del mercenario diviene così una figura residuale, utilizzata solamente al di fuori dei confini dell’Occidente. Non a caso, la Francia, proprio il paese che in età contemporanea inventa la coscrizione obbligatoria, fonda, negli anni Trenta del XIX secolo, la Legione Straniera, un corpo mercenario pensato specificamente per le campagne di conquista coloniale. Le guerre mondiali, e poi gli altri grandi conflitti novecenteschi (Corea, Vietnam, guerre arabo-israeliane), sono stati tutti combattuti da eserciti di cittadini in armi, mentre i mercenari sopravvivevano solo in Africa, nelle “guerre a bassa intensità” legate al processo di de-colonizzazione degli anni Sessanta e Settanta.
Inaspettatamente, i mercenari tornano al centro della scena internazionale agli inizi del XXI secolo, quando l’opinione pubblica mondiale si rende conto che in Iraq e in Afghanistan operano decine di migliaia di contractors, dipendenti delle private militare firms, le “società militari private”, per lo più americane o inglesi, che offrono, agli Stati come ai privati, una vasta gamma di servizi. Le forze armate e i corpi di polizia di molti paesi in via di sviluppo sono addestrati da contractors, così come molte compagnie occidentali che operano nel Terzo Mondo si rivolgono alle private military firms per la sicurezza di impianti e dipendenti. Ma il principale committente è il governo degli Stati Uniti. Si tratta di un processo innescato dalla fine della Guerra Fredda, quando Washington si trova nella necessità di snellire un apparato bellico elefantiaco, che era stato costruito per contrastare un’invasione sovietica dell’Europa occidentale, e che ora risulta pletorico. Nel corso degli anni Novanta il Pentagono sempre più spesso appalta a ditte esterne funzioni logistiche e di supporto. Ma non sono solo la mensa o i servizi di lavanderia a essere gestiti dalle private militare firms: nel carcere di Abu Ghraib, parte degli interrogatori venivano condotti da contractors, ossia da civili, esterni alla catena di comando e non giudicabili davanti a un tribunale militare. Allo stesso modo, tanto in Iraq quanto in Afghanista, buona parte dei compiti di scorta e sorveglianza a edifici, personale e convogli, sono svolti dai contractors, uomini che, se va bene, sono reclutati tra gli ex dei corpi speciali di Stati Uniti e Gran Bretagna, e quando va male sono vecchi militari e poliziotti del Cile di Pinochet, del Sud Africa dell’apartheid o della Serbia di Milošević.

Link
Per farsi un’idea del mondo delle società militari private basta visitare i loro siti.
Tra le maggiori società:
Blackwater, http://www.xecompany.com/
Dyncorp, http://www.dyn-intl.com/
Military Professional Resources Inc., http://www.mpri.com/esite/
Quest’ultima è la compagnia cui è ispirata la Bunker Hill del romanzo. Nella realtà, fu la MPRI ad addestrare l’esercito croato per l’Operazione Storm.

Lascia un commento